spiaggia

Platamona_Spiaggia-Dunale

Fino agli anni ’50 la spiaggia dunale era chiamata Abba currente; ci si arrivava con carretti e birocci, finchè il commendatore Oreste Pieroni, allora sindaco di Sassari, guardando l’arenile pensò di acquisirlo per la sua città: realizzata la strada di collegamento con la Carlo Felice e inaugurate le prime linee di trasporto pubblico, Sassari ebbe il “suo” mare.
Un mare con la luna d’argento: Platamona.

Il termine spiaggia deriva da ‘piaggia’, a sua volta derivato dal latino ‘plaga’, che significa ‘estensione piatta’ e dal greco ‘plagio’, che significa ‘laterale’, e dal relativo verbo ‘piaggiare’ [navigare lungo la costa].

La spiaggia comprende la zona del litorale costituita da materiale sciolto, in costante dinamismo, sottoposta ai movimenti del moto ondoso, delle correnti e dell’azione eolica. Le spiagge della Sardegna settentrionale sono costituite prevalentemente da elementi carbonatici al 10% e quarzo al 40%.

Con il termine di duna marina si definisce invece il settore litoraneo o sublitoraneo normalmente stretto e allungato parallelamente alla linea di costa, caratterizzato da rilievi perlopiù di modesta entità. Le dune sabbiose sono forme di accumulo di materiale sabbioso costruite principalmente  per azione eolica. Le dune si conformano con un lato sopravento e un lato sottovento.

maria pina usai | margherita fenati ©

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